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Federica Pellegrini scrive a Casey Stoner

NEWS DUCATI > 2009 > Parte 2

Ciao Casey,
ho letto dei tuoi problemi e, pur non conoscendoti personalmente, è come se un filo invisibile ci legasse.
Anche io nel mio sport vado veloce. Una vita a 300 all'ora, anche se il silenzio della piscina non ha alcun legame apparente con il rombo di un motore. Ma quell'effetto velocità è, secondo me, una causa dei nostri mali invisibili. Una pressione pazzesca. Il limite si sposta sempre e ti chiedono di più e ancora di più.
A me è successo dopo l'olimpiade di Pechino. La medaglia d'oro secondo me doveva mettere tutto a posto, e invece c'era già il chiodo fisso dei mondiali di Roma.
Ero sicura che già a ottobre il mio lato fragile, quello che io chiamo Federica, mandasse segnali di malessere all'altro lato di me, quello che io chiamo la Pellegrini. Federica contro Pellegrini, Casey contro Stoner.
Io dopo la grande crisi d'inverno ho reagito proprio nella consapevolezza di queste due anime dentro di me. Certo, serve un aiuto psicologico esterno, ma quello che per me ha più intimamente contato è stato dire al mondo che non sono Wonder Woman.
Non so quale soprannome avranno dato a te dopo i tuoi successi, ma se è contro la tua natura premi il tasto Canc. E goditi il meritato riposo che hai preso con coraggio. Vivilo senza fretta e tra gli affetti veri.
E' l'unico consiglio che mi sento di darti. In bocca al lupo, Federica.

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